martedì 12 agosto 2008

CENA GIAPPONESE

E' martedì sera
Siamo stravolti. il ponte prima ed il parco dopo ci hanno veramente affaticato ma stasera abbiamo prenotato per una cena giapponese e non possiamo certo mancare.
Il posto ci è stato consigliato dall'agenzia ma devo dire che ho storto un po in naso quando ho sentito parlare di cucina giapponese a base di carne.
Sinceramente di giapponese conoscevo solo il sushi ma in effetti l'idea che i nipponici si nutrissero solo di pesce risulta alquanto bislacca.
Alla fine non avendone mai sentito parlare, questo genere di specialità mi ha decisamente incuriosito , quindi stanchi o non stanchi , doccia veloce e piedi in direzione quinta strada , dove a pochi isolati dal nostro albergo si trova il BAINHA JAPAN RESTURANT.

A prima vista sembrerebbe di essere fuori dai circuiti turistici tradizionali. Le strade sono poco affollate e le insegne meno appariscenti.
Tutto ha un aspetto più' garbato rispetto all'apparenza gridata di altri luoghi attorno a Brodway.
Meglio così .
Già all'ingresso si preannuncia una serata scoppiettante.
Non ci sono le cucine come noi le intendiamo. O almeno non solo quelle.
E non ci sono neppure dei tavoli veri e propri.
Ci sono dei tavoli cucina. Tre lati sono in legno, per i clienti, uno invece è praticamente una piastra su cui il cuoco tra cibo e coltelli che volteggiano ed una certa cura scenografica, prepara il vostro pasto e ve lo serve direttamente sul piatto.
Il ritmo della cena segue perciò quello delal preparazione delel pietanze.
Si tratta di preparati a base di carne di manzo e di pollo con colorati contorni di verdure e strane salse che non saprei certo identificare.
Niente grassi , solo un filo d'olio per impedire che il tutto si attacchi alal piastra.
Riso al posto del pane ed un paio di bacchette , che al solito, ho difficoltà ad usare.

Rientriamo, dopo una cena gustosissima, stanchi da morire.
Domani è l'ultima giornata utile per visitare i quartierini centrali, da Tribecca a Soho passando per il Greenwitch village.
Bisogna andare a nanna altrimenti non si riesce ad alzarsi.

IL CENTRAL PARK

Credo proprio che questo luogo non necessiti di presentazioni.
La guida recita:
"nato da un sogno , realizzato con il contributo dell'intera città"
Sicuramente doveva essere un sogno piuttosto vivido . Il parco è estremamente complesso oltre che immenso.
Fa una cera impressione passare dal caos della MID TOWN all'assoluto silenzio di un bosco rigoglioso.
Siamo arrivati all'ingresso sud dalla fermata della subway COLUMBUS CIRCLE, una piazza/rotonda intitolata al navigatore italiano su cui si affacciano tra gli altri, gli studi della CNN e della TIME WARNER.
La metro newyorchese all'inizio può' prendere alla sprovvista.
Non è ne efficiente ne ordinata come quella parigina ed è terribilmente calda.
Non c'è aria condizionata nelle stazioni mentre c'è ed è fin troppo evidente nei vagoni dei treni.
Il risultato è che i climatizzatori delle carrozze scaricano il calore prodotto dentro le gallerie peggiorando la situazione nelle stazioni.
Delle volte ci si trova costretti a salire su un convoglio qualsiasi alla ricerca di un po di refrigerio ed alla discesa dalle carrozze si cerca disperatamente l'uscita più' vicina per sfuggire alla calura.
Non pensiate che in inverno la situazione sia di contro gradevole.
Mi hanno detto che ci si ritrova nelle medesime condizioni ma a termometro capovolto.

Dicevamo del parco.
Agli ingressi principali stazionano, in cerca di clienti, i rishò a pedali e le carrozze trainate da cavalli.
Sappiate che hanno diritto d'accesso solo in alcune strade principali e che perciò' non vi potranno mai mostrare il parco ma solo i suoi margini .
Passi per il giro in carrozza, romantico come pochi, ma il calesse ad energia umana è da evitare e ritenere una perdita di tempo.
IL PARCO VA GIRATO A PIEDI.
Possibilmente con calma, numerose soste ed una buona compagnia.
Dopo un certo girovagare vi renderete conto della necessità di procurarvi una mappa dettagliata. La prossima volta procuratevela prima .
Senza cartina vi ritroverete improvvisamente fuori dai limiti del parco o molto più probabilmente, come è successo a noi ....... al punto di partenza , con la consapevolezza di aver girato in tondo per una porzione infinitesima del giardino , pur avendo camminato tantissimo.

Procedendo in direzione nord , ad un certo punto vi imbatterete in un castello arroccato su una collina rocciosa.
Saliteci, l'accesso è libero e la vista da lassù è splendida.
Poco oltre vi troverete dinnanzi al più' grande dei laghetti del central.
Chiamarlo laghetto è nell'eufemismo , ma la cosa che ci terrei a farvi notare è la ringhiera che costeggia lo specchi d'acqua e il vialetto attiguo che fa tutto il giro del lago.
Guardatelo attentamente mentre passa qualche podista. Vi verranno in mente innumerevoli produzioni hollywoodiane ambientate in questi luoghi.
E' forse questa una delle attrattive più forti di questa città.
La potenza dei ricordi.
Vi capiterà continuamente, ad ogni svolta, ad ogni incrocio di strade di riconoscere un luogo pur non essendoci mai stati.
Una sorta di dèjà vu continuo in un inseguirsi di rimembranze che non hanno però fondamento nelle vostre esperienze .
E' l'effetto di decenni di film e di serie TV ambientate quì.
Dai film di Woody Allen a Sex and the city passando per le sit e le pellicole cult come I GUERRIERI DELLA NOTTE senza dimenticare i grandi classici .
Da BRONX a C'ERA UNA VOLTA IN AMERICA.
Da QUEI BRAVI RAGAZZI a CARLITOS WAY.

Più' passerete del tempo qui e più non vorrete lasciare la città.

Rientrando in albergo facciamo un salto al MUSEO DI STORIA NATURALE.
Facciamo un ingresso fugace, con la promessa di ritornare con calma un'altra volta.
Come ho detto qualche giorno fa , la città non è visitabile in una settimana. Probabilmente neppure in 15 giorni.
Chi dice il contrario mente sapendo di farlo oppure è così superficiale da aver deciso per una toccata e fuga di ogni luogo di interesse.
La città va vissuta. Prendetevi il tempo per ogni cosa.Eventualmente datevi delle priorità.
La nostra è stata quella di goderci la vita newyorchese.
Per i musei ci sarà un'altra occasione. e certamente Piero ed Alberto Angela sapranno raccontarci meglio di qualunque visita i tesori che all'interno vi sono conservati.

BROOKLYN

Mercoledì 5 agosto
Ci siamo svegliati tardi.
Pian piano sta sparendo l'effetto jet lag e se il primo giorno alle 4 del mattino eravamo già in piedi, oggi siamo usciti dall'albergo che erano le nove passate.
La nostra prima meta della giornata è BROOKLYN.
Abbiamo deciso di fare un giretto per il quartiere attorno all'imboccatura del ponte per poi attraversarlo a piedi.
Si può' passare per la grande mela senza attraversare a piedi questo famoso ponte? No di certo , sarebbe come visitare Parigi e snobbare Notre Dame.
Prendiamo la stessa linea della metro che ieri ci ha portato nel Bronx ma in direzione sud.
Siamo sbucati in uno strano incrocio e subito ci siamo persi, in mezzo a palazzotti popolari e vie intricate.
C'è puzza di sterco di cane e tutt'attorno è pieno di nulla facenti non proprio rassicuranti.
Per dire che siamo ad un passo dai quartieri inn di Manhattan l'impressione è che il posto sia meno rassicurante del Bronx.
Invece ci siamo sbagliati di grosso.
Malgrado l'apparenza, gli abitanti del posto sono gentilissimi.
Ci hanno visto gironzolare e capendoci in difficoltà ci hanno indicato la strada giusta. Cosa che tra l'altro non sempre si è verificata tra i grattaceli , dove qualcuno, non so se per imperizia o per sberleffo ci ha mandato fuori strada più' di una volta.
In effetti anche il grosso quartiere di Brooklin non è male.
Siamo usciti dalla metro proprio in mezzo alla zona più' brutta ma tutto il resto pare meglio curato.
Ci sono polizziotti ad ogni incrocio. Prevenire è meglio che curare e la ricetta del sindaco giuliani da ancora i suoi frutti.
Tolleranza zero verso la piccolissima delinquenza in modo da intervenire prima che questa sugga di mano e che un bulletto si trasformi in criminale.
Ci sono moltissime poliziotte. E sono pure carine . Sarà mica il fascino della divisa?
Chiediamo indicazioni ad una poliziotta e ci avviamo per il ponte passando per una scuola superiore dove, in un campo di basket i ragazzotti locali si stanno improvvisando cestisti.
Sembra di essere in un film , ed in effetti un film lo stanno girando nei paraggi visto che lungo la strada hanno parcheggiato i mezzi di una produzione cinematografica.
Purtroppo non siamo riusciti ad individuare il set e siamo passati oltre.
L'ingresso sul ponte è pedonale.
Le auto sfrecciano ad un livello inferiore e gli appiedati devono dividersi lo spazio con la pista ciclabile.
Quando passate sul ponte state attenti a dove camminate. I ciclisti sfrecciano veloci , soprattutto nel tratto in discesa e voi vi ritroverete certamente tra le loro ruote nell'ansia di fotografare l'incredibile panorama che si prospetta davanti ai vostri occhi.
Un consiglio PORTATEVI DA BERE. Soprattutto nelle giornate assolate.
La strada è lunga , per metà in salita e non avrete ombra in cui cercare riparo se non all'altezza dei piloni principali.
In alternativa portatevi dei dollari perché i locali , fiutando l'affare hanno organizzato dei punti di ristoro improvvisati dove potervi vendere acqua ghiacciata o energy drink.

Attraversato il ponte vi ritroverete nel cuore di Downtown , ovvero la parte più meridionale di Manhattan.
Quì si trova il centro amministrativo e finanziario della città e non potrete sottrarvi dal partecipare al rito collettivo della foto mentre toccate gli attributi testicolari del toro di Wall Streat.
Passerete accanto a ciò che resta delle torri gemelle del world trade center. Sarà d'obbligo una breve sosta che permetta di rivolgere un pensiero alle vittime della follia religiosa.
A questo punto ci sarebbe da rendere omaggio alla statua della libertà ma come è successo pernoi la fila per l'imbarcadero vi scoraggerà sicuramente dall'attendere oltre due ore prima di salire sul traghetto.
In più il sapere che da svariati anni non è possibile salire fisicamente sulla statua rende a mio modo di vedere il pellegrinaggio verso liberty island una eccessiva perdita di tempo.
In più abbiamo visto la statua in tutto il suo splendore la notte scorsa, durante la crociera sulla baia e penso che rivederla di giorno sia un po meno affascinante.

Sono ormai le 13 passate , decidiamo di ristorarci un attimo in uno degli innumerevoli STARBUCK, piazzati strategicamente praticamente ovunque.
Devo dire che con il passare del tempo ho imparato ad apprezzare sempre più' queste "caffetterie". All'inizio mi erano parse poco più di bar in franchising capaci di servire una pessima brodaglia che loro osano chiamare caffè.
Invece pian piano mi sono reso conto che: l'ambiente ricercato, una certa pulizia globale, malgrado l'affluenza continua di avventori, una notevole varietà nella scelta di piccole prelibatezze dolci e salate con cui fare uno spuntino , ma soprattutto le mega tazzone di caffè ghiacciato insaporite dalle creme e dagli ingredienti piu' vari. Hanno tramutato questi locali nei miei luoghi di sosta preferiti.
Da provare assolutamente , nelle giornate più calde il ICED CARAMEL CREAMED COFEE, magari accompagnato da una fetta di torta alle noci e banana.

Dopo la sosta ristoratrice ci muoviamo di buona lena verso una delle nostre mete obbligate. IL CENTRAL PARK.

mercoledì 6 agosto 2008

BRODWAY

E' ancora Martedì 6.
Sono indietro con l'aggiornamento di questo mio diario di viaggio ma non è proprio possibile stare al passo con le cose da fare e da vedere.
Sto scrivendo con alcuni giorni di ritardo e cominciano ad accavallarsi i ricordi.
Se decidete di programmare un viaggio a New York badate bene che una settimana non è assolutamente sufficiente.
Mandate a quel paese i tizi delle agenzie di viaggio che propongono pacchetti con 3 giorni a New York e poi via in un'altra città.
In tre giorni non capirete neppure come funziona la metro e passerete il tempo restante della vacanza a maledire il tour operator che vi ha fatto ripartire in fretta e furia.

Torniamo a noi .
Dopo una splendida giornata allo ZOO ........ che quei pessimi delle agenzie non includono neppure nei sogiorni organizzati..... siamo rientrati in albergo per riposarci un po .
Per le 20:00 abbiamo riservato 2 posti al teatro di BRODWAY ......MAJESTIK , per assistere al FANTASMA DELL'OPERA.
Per fortuna la mia ragazza ha versato un gatorade sui biglietti e le prenotazioni e nel tentare di asciugarli con un phon ci siamo accorti che la prenotazione era per oggi , mentre io ero convinto fosse per il giorno dopo.
Ovviamente siamo nuovamente in ritardo pazzesco. RICORDATEVI sempre di andare agli appuntamenti con largo anticipo . Il tanto criticato traffico caotico di Manhattan in realtà NON ESISTE. C'è molto piu' caos stradale a Cagliari.
Ma le distanze da percorrere per la grande mela sembrano piccolissime nella cartina mentre invece si parla sempre di svariati chilometri.
In un batter d'occhio vi accorgete di essere in ritardo e di non poterci fare nulla.

Arriviamo davanti al teatro scendendo al volo dal taxi in mezzo all'incrocio, proprio davanti ad un poliziotto che sicuramente ci avrà riconosciuto come i soliti italiani..........
All'ingresso c'è una folla , mancano 5 minuti all'inizio dello spettacolo e noi abbiamo un vaucher da cambiare con 2 biglietti ma alla biglietteria c'è una fila di 50 metri.
Il panico ci assale ma con uno scatto felino la mia compagna bypassa tutta la fila e si precipita davanti allo sportello.
In altre occasioni mi sarei nascosto sottoterra dalla vergogna ma in questa, ho rinnovato il mio voto di devozione per questa fantastica ragazza.
Prendiamo i biglietti e mi accorgo che sono numerati 11 e 13 .
Penso .............e che cazzo ........ non sono uno accanto all'altro . Mi dovrò' sorbire un ciccione sudato per tutto il tempo?
Guardo l'enorme coda allo sportello, osservo l'orologio e decido che è meglio rimandare le lamentele. Tuttalpiù scambieremo i posti.
Ed invece SORPRESA.
Per qualche assurda ragione, tradizione o vezzo a me totalmente ignoto i posti numero 12 non ci sono. Niente ciccione accanto e niente sudore .......la temperatura della sala è quella di una cella frigorifera. Ci saranno si e no 18 gradi e le donne hanno le stalattiti di ghiaccio sotto il naso.

Il teatro è stupendo si intravede la scenografia barocca che farà da sfondo per lo spettacolo.
Gli attori sono sconosciuti a noi europei ma quì pare siano famosissimi.

Cosa posso dirvi ..................E' FANTASTICO........ si vede che siamo a BRODWAY .
Sotto il palco c'è la fossa con un'orchestra vera.
Ci sono effetti speciali di scena a profusione .
Gli attori sono bravissimi ed il teatro permette una orchestrazione delle parti che non è possibile vedere al cinema dato che la telecamera può' inquadrare solo 2 o 3 persone per volta mentre sul palco invece recitano tutti contemporaneamente.
Mentre il protagonista fa la sua parte , tutte le comparse creano un'atmosfera, un'azione corale , un sottofondo narrativo che è si collaterale ma che rende la scena VIVA , REALE, INDIMENTICABILE.
Le scenografie cambiano in maniera dinamica , mentre gli attori sono su di esse.
Sono riusciti a ricreare in pochi metri profondità ed altezza .
E' incredibile come siano stati capaci di rendere, con estrema sontuosità, l'idea del navigare sul fiume sotterraneo senza che nessuna delle macchine di scena fosse minimamente, non solo visibile ma neppure intuibile.
Per l'ennesima volta le mie labbra pronunciano le parole: VALEVA LA PENA VENIRE A NEW YORK , ANCHE SOLO PER ESSERE QUI' IN QUESTO MOMENTO.

Dopo lo spettacolo siamo nuovamente a TIME SQUARE , che poi è a meno di 30 metri.
Un'esplosione di voci e colori ci riporta alla realtà dalla quale ci eravamo estraniati per due ore .
L'incrocio tra la BRODWAY e la 7a avenue è un fiume in piena di persone di tutto il mondo.
Buona parte sono turisti, gli altri sono i ragazzi sandwich che reclamizzano gli spettacoli dei teatri di Brodway.
Scappiamo dalla folla e visto che siamo affamati ci rifugiamo in un T.G.I. FRIDAY'S . Una ,qui' famosissima , catena di ristoranti che servono piatti veloci a base di carne arrosto e birra a profusione.
La gente in questa città mangia prestissimo, sono le 10 di sera e già i ristoranti sono mezzi vuoti.
Addirittura abbiamo notato che alle 23 qualcuno sta già abbassando le saracinesche o iniziando le pulizie.
In più' gli americani mangiano e poi vanno via , mentre noi italiani siamo abituati , dopo la cena a trattenerci a lungo, chiacchierando e centellinando, dolce, caffè, ammazza caffè, digestivo, altro amaro, chiacchiere ed altro dolcetto sino a tirare per l'una o forse anche più.
Qui la gente finisce di mangiare, paga e se ne va.
BO ..... decidiamo di andare a nanna anche noi .....siamo stanchi morti.

domani BROOKLYN e poi CENTRAL PARK

PS. TGI FRIDAY'S è assolutamente da consigliare. La carne è fantastica ed i prezzi assolutamente ragionevoli, anche su Time Square.

martedì 5 agosto 2008

THE BRONX ZOO

Dopo la sbornia di emozioni di ieri , oggi visto che è lunedì, ne approfittiamo per visitare con tutta calma una delle piu' belle attrazioni della grande mela LO ZOO DEL BRONX.
Puntiamo verso la 5a strada in cerca di una stazione metro ed invece ci imbattiamo in TIFFANY.
Sembra l'ingresso blindato ad una banca, si fa fatica a capire cosa diamine vendano all'interno.
Le vetrine si riducono ad un paio di minuscole nicchie blindate in cui è esposto un piccolo gioiello e la porta d'ingresso sembra l'entrata di FORT KNOX.
Scappiamo dal lusso sfrenato della fifth avenue e prendiamo la metro 5 direzione BRONX.
Oltrepassato il fiume la metro diventa una sopraelevata (forse per ragioni di sicurezza) e si nota immediatamente il cambiamento di classe sociale dei residenti, rispetto a Manhattan.
Siamo in un quartiere decisamente degradato , anche se quà e la si nota un certo rinnovamento abbiamo notato che l'ingresso ai giardini interni dei palazzi è protetto da pesanti grate e tornelli in acciaio.
E' mattina e sembra tutto tranquillo ma quelle misure di sicurezza ci fanno ricordare che non è il caso di allontanarsi troppo dalla strada principale che ci porterà all'interno del parco.

IL BRONX ZOO si vanta di non avere animali in gabbia. Sono stati ricreati ambenti naturali e gli spazi a disposizione degli animali , in certi casi è davvero notevole.
Alla biglietteria chiedete un POP in modo da pagare solo una volta per tutte le varie attrazioni, altrimenti con il solo ingresso allo zoo dovrete di volta in volta fare la fila alle biglietterie interne per accedere alle strutture particolari.
Costano di volta in volta solo 3 dollari ma vi dovrete sorbire le file ...... il che non ha senso.

PS. chiedete ai gentilissimi addetti alle informazioni quando è previsto il pasto delle foche , nella piscina principale.
E fatevi trovare lì per quell'ora . A dar da mangiare alle foche , vera e propria attrazione , saranno le istruttrici stesse che vi offriranno uno spettacolo eccezionale.

lunedì 4 agosto 2008

La cena sul battello

E' ancora domenica.
Sono stanco morto , è stata una giornata davvero piena di impegni e di nuove esperienze.
Ancora mi rode che non ho convinto la mia ragazza a salire sull'elicottero ma non ho tempo per arrabbiarmi.
Abbiamo prenotato una cena elegante su un battello che fa , dopo il tramonto , una mini crociera sulla baia e siamo nuovamente in ritardo.
Nuova pazza corda con il taxi in direzione del PIER 81, ovvero il molo dell'imbarco.
Arriviamo che la DUCHESSA , la nostra imbarcazione sta quasi per mollare gli ormeggi . Per un pelo non andava tutto a monte.

Cena elegante. Senza giacca niente ingresso.
Del cibo , in realtà interessa poco a quasi tutti i convitati. Propongono pietanze interessanti e moderatamente elaborate ma quello che tutti aspettano è il crepuscolo. La possibilità do ammirare l'isola dall'Hudson, illuminata da milioni di luci .
E difatti molti , noi compreso, non attendono il termine della cena e si precipitano sul ponte per ammirare la città.

FESTA GRANDE.

E' domenica .
Siamo appena usciti dalla messa gospell.
Sorpresa delle sorprese:
Rientrando in albergo ci siamo ritrovati un una FESTA in piena regola.
Buona parte della sesta strada è stata chiusa al traffico e si è riempira di bancarelle.
Alcune vendevano bigiotteria , altre oggetti d'artigianato vario ma certamente le più interessanti erano quelle del cibo.
Cibarie da ogni parte del mondo e di ogni cultura.
Felafel , tacos, hot dog, prezel, frutta orientale in variopinte macedonie.
E poi ancora cose orientali , pollo fritto e patatine, bancarelle di centrifugati vegetali e perfino delle ragazzine che facevano la limonata.
Uno spettacolo.
Soprattutto perché invece che nella piazza di un paesino della prateria americana ci trovavamo tra i mega grattaceli del mid town .
Ringrazio ancora di essere venuto qui' e non aver deciso per una triste vacanza a Sharm El Sheikh.
Ci immergiamo nella festa. Hot dog , pannocchie di granturco con burro e sale ed una macedonia esotica, poi in hotel ......... mi aspetta un volo in elicottero sopra la città.


LIBERTY HELICOPTERS
Così si chiama la compagnia che abbiamo contattato per un volo sopra la città.
Siamo in ritardo pazzesco. L'eliporto è sulla 12a strada all'altezza della 30west.
Ci siamo incasinati con la metro e abbiamo dovuto far ricorso ad un taxi.
Per fortuna un autista di colore gentilissimo ha infranto almeno un paio di regole del buonsenso e del codice della strada ma ci ha portato a destinazione con un ritardo ragionevole.
Al chek in la mia ragazza si fa prendere dal panico e con mio grandissimo dispiacere decide di rinunciare.
Accidentaccio . condividere un'esperienza così, è una cosa rarissima. Tento di convincerla con promesse del calibro di LUIS VUITTON , PRADA o GUCCI. Mi sbilancio in un TIFFANY ............ma è tutto inutile.
Con mio grande rammarico .............salgo sull'elicottero solo soletto.

Cosa devo dirvi.
NON ANDATE VIA DA NEW YORK .... SENZA AVER FATTO IL TOUR IN ELICOTTERO.
E' uno spettacolo indescrivibile.
La città assume un aspetto che non si immagina.
Ci sono prospettive che non si vedono mai neppure nei poster o nelle cartoline.
Lo skyline assume un aspetto omogeneo e si possono ammirare una serie di nuove costruzioni che probabilmente saranno meta, nei prossimi anni di nuovi turisti.
I colori poi , i riflessi del sole del tardo pomeriggio sui vetri delle facciate.
Fate il giro in elicottero .............. non ve ne pentirete mai.
E se potete fatelo con la vostra amata. non se lo scorderà mai.


PS: dall'elicottero potete tranquillamente sia FILMARE che FOTOGRAFARE.
Purtroppo il mio pessimo inglese mi ha fatto prendere fischi per fiaschi ed ho lasciato a terra la mia fotocamera.
Accidenti a me ed alla professoressa di inglese che non mi ha bocciato alle superiori.

domenica 3 agosto 2008

DOMENICA ........a messa ....

Oggi è domenica.
Sveglia presto e pantaloni lunghi. Si va a messa ........MESSA GOSPELL
Abbiamo prenotato per un tour guidato di una mattinata che dovrebbe accompagnarci per il quartiere nero di HARLEM, nella parte nord di Manhattan per poi portarci in una chiasa locale per assistere alla funzione religiosa.
Memori dell'inutilità del giro di ieri sono arrivato all'appuntamento piuttosto riluttante.
L'approccio non è stato dei migliori.
Di fronte al tour operator c'erano almeno 200 persone e la disorganizzazione pareva totale.
Invece sorpresa.
La nostra guida è una simpaticissima nonnina americana con una parlantina interessante e ricca di aneddoti.
Ci ha fatto innamorare del quartiere nero e ci ha raccontato della decadenza e della rinascita di quello che nell'ottocento era il posto piu' inn dell'isola.
Ne ho sentito di tutti i colori sulla delinquenza di questi quartieri.
Visto la domenica mattina però l'effetto è tutt'altro che spiacevole.
Gli edifici sono bassi e costruiti di mattoni rossi.
Le facciate sono ricoperte dalle scale antincendio e fanno tanto "vecchia America"
Lavori di ristrutturazione ovunque.
Ci viene spiegato che nel caso di incendio o abbandoni , di solito i proprietari , non potendo o non intendendo pagare le altissime tasse di proprietà si vedono sequestrati gli immobili che poi il comune vende all'asta anche per un solo dollaro.
Ma con un'unica precisa condizione : riportare le facciate al loro originario splendore.



Con questo artificio , al municipalità ha attirato man mano i capitali necessari alla rinascita del quartiere.



Attorno alle 10:30 la guida ci ha fatto scendere davanti a quello che sembrava un magazzino commerciale.
Ed invece, varcata una piccola porticina ci siamo ritrovati all'interno di una modesta chiesa di quartiere.
Ci fanno sapere che malgrado una certa rinascita immobiliare , Harlem resta comunque un quartiere di povera gente, molto devota ma anche squattrinata.
Adibire un edificio o parte di esso a luogo di culto da al proprietario l'esenzione da un certo numero di tasse.
Per cui le chiese battiste si trovano nei luoghi più disparati.
Alcune volte sono opere d'arte in pietra ed altre, come nel nostro caso, sono luoghi riadattati alla bene meglio.
appena entrati ci sbalordisce la proverbiale accoglienza delle credenti battiste.
Sono davvero contente che noi si sia li . Ci spiegano che per la loro fede, l'incontro con Dio è la chiave della salvezza.
Forse sperano che anche noi , si possa beneficiare del loro fervore.
La messa gospell ha unnon so che di travolgente.
Anche da noi le funzioni sono spesso cantate, ma per loro, la gioia della fede viene prima di ogni cosa.
Nonci sono litanie tristi ma solo festa e buona novella, speranza ma anche denuncia delle cose che nel quartiere non vanno bene.
Sinceramente sono uscito dalla chiesa con una leggerezza di spirito che non sentivo più da quando ero bambino e mi liberavo con la confessione del peso delle mie piccole ed insignificanti marachelle.

Giornata piena

Ci siamo svegliati all'alba.
E' sabato mattina. Alle sei e mezza la città è DESERTA.
Ci aspettavamo un traffico bestiale ed un caos da grande metropoli ed invece, calma assoluta ed una città che si risveglia lentamente.
Appena girato l'angolo siamo di fronte all'ingresso sud del central park.
Ci aspetta una giornata piena di scoperte e di kilometri da percorrere.
Decidiamo di goderci per un po questa calma irreale e ci concediamo una passeggiatina lungo la FIFTH AVENUE e la PARK AVENUE ma prima di ogni altra cosa ........ colazione a base di uova.


La città è meravigliosa.
Pulita, per quanto possa esserlo una metropoli e l'odore dolciastro delle paasticcerie e dei piccoli ristoranti disseminati ovunque dona all'ambiente un buon profumo di "risveglio domenicale" tra muffin e piatti strani mediorientali.

Abbiamo prenotato un tour in autobus per la lower Manhattan ed al punto d'imbarco incontriamo le simpatiche coppie di sposini del giorno prima.
Il tour è piu' che altro una perdita di tempo.
L'autobus è coperto , per cui non si vede un'accidenti . Meditando se lasciare i nostri accompagnatori al loro destino ci ritroviamo a Little Italy.
Accidenti se è LITLE .
Il quartiere italiano si riduce a poco piu' di una strada lunga due o trecento metri, rosicchiata pian piano da una chinatown in rapida espansione.
Rimane poco del quartiere della mafia visto in tanti films .Ma il fascino dei ristorantini napoletani e della palazzine basse con le famose scale antincendio sulle facciate resta ancora immutato.
Dopo una foto davanti al ristorante in cui si incontravano i boss della malavita risaliamo sull'autobus . Direzione ........ ibarco per la statua della libertà.

Tempo inclemente . Enormi nuvoloni all'orizzonte non promettono nulla di buono .
Facciamo intempo a pagare per la traversata ed a salire a bordo che si scatena un furibondo acquazzone.
Il capitano della barca decide che non puo' salpare e ci sbarca impietosamente.
TUTTI GIU' ..............fuggu fuggi generale in cerca di un riparo.
Noi avevamo un passaggio prioritario per un taxi boat ma , accanto , serpeggiava una coda sterminata di turisti in attesa del ferry per liberty iland .
Migliaia di persone. Saranno stati 2 o tre ore in fila e ci sono rimasti pure sotto la tempesta.
TURISTI STRANA GENTE.
Noi non abbiamo esitato un attimo . Per la statua della libertà c'è sempre tempo .
Chiamiamo un taxi al volo e ci facciamo riaccompagnare in albergo ....... addio inutile tour in autobus.
Sotto un uragano , in 10 minuti , siamo a "casa". Quasi asciutti e con 20 dollari in meno.

Doccia veloce e siamo subito fuori.
E' l'una del pomeriggio . Ha smesso di piovere e fuori sono comparsi come funghi i venditori ambulantio di cibo da strada.
UNO SPETTACOLO .
Ad ogni incrocio c'è qualcosa di diverso .Si va dai classici hot dog ai cibi arabi , passando per prezel , strani intrugli , roba indescrivibile e multicolore.
Un profumo di cibo irresistibile preannuncia un "appetito da campioni".
Le strade si riempiono di gente e comincia l'assalto ai banchetti pieni di ogni ben di dio .
Decidiamo per un piattone mediorientale di carne d'agnello , tacchino. strane salse e molta verdura.
mangiare per strada è un piacere ed il nostro pasto è appetitosissimo.
Divoriamo il tutto di fronte agli studi televisivi della CBS .
Stanno trasmettendo il telegiornale e dalla strada puoi vedere i mezzibusto famosi in tutto il mondo , nel pieno del loro splendore. Puoi tranquillamente leggere dal GOBBO assieme a loro , le notizie del giorno........ che storia.
Intanto ci siamo praticamente persi. anche se è difficile da credesti , visto che a manhattan le strade sono numerate coem AVENUE da est ad ovest ......TRANNE UN PAIO DI ECCEZIONI (BRODWAY , LEXINTON E PARK) e le street sono numerate da sud a nord.
Sono tutte ortogonali tra di loro (tranne Brodway), praticamente pare siano fatte apposta per gli autisti di taxy pakistani , che pur non capendo una parola di inglese il giorno stesso del loro arrivo possono mettersi alla guida senza rischiare di perdersi.
Ed invece noi abbiamo perso il senso dell'orientamento. Be il problema è che ad un certo punto non guardi più la trada e ti perdi tra le guglie , sempre con il naso all'insù.
Giriamo per una stradina e dove ci ritroviamo?....... A TIME SQUARE.
In mezzo ad un fiume impetuoso di persone di ogni razza e costume che scorre frenetico , ma senza una direzione percisa.
Be ........ solo questo luogo .............merita le 9 ore di aereo che ci sono volute per arrivarci.

Sono solo le 3 del pomeriggio .
Le nuvole si sono diradate . E' sabato ed una folla si sta riversando per le strade.
Percorriamo la brodway sino alla 34 strada , nel punto in cui incrocia con la sesta e facciamo una capatina da MACY'S.
Ne parlano sempre tutti quanti. Per lo meno tutti quelli che sono stati a New York o che ci vogliono andare. Soprattutto le donne.
Macy's è per la grande mela quello che i magazzini LAFAYETTE sono per Parigi.
Un grande negozio, distribuito su numerosi piani e numerosi edifici, sal cui interno dovrebbe potersi acquistare di tutti , ma soprattutto moda d'alto prezzo.
Sinceramente DELUSIONE . I LA FAYETTE sono uno spettacolo di raffinatezza.
Macy's è poco piu' di una RINASCENTE. Per quanto decisamente enorme.
Compro una giacca nera ed un paio di scarpe eleganti impostemi per la prenotazione di una cena in battello prevista per domani e scappo , prima che la mia ragazza si accorga dello stand LUIS VUITTON.
Subito fuori , altra sorpresa . Tiro su lo sguardo e chi ti vedo........................Che fai ? arrivi sin quì e non sali sul tetto del mondo?
Miracolosamente , davanti all'ingresso ci sono solo una trentina di persone.
Facciamo giusto in tempo a metterci in fila che dietro di noi si materializza all'improvviso una coda di almeno 50 metri.
Altri 30 secondi ed avremmo patito un'ora di fila .
Dentro , ci sarebbe da fare un'altra lunghissima coda per i biglietti.
Fate come noi , procurateveli prima (noi tramite tour operator) salterete a piè pari la fila interna e qualche centinaia di persone vi invidieranno per almeno un'ora buona.
c' è poco da dire sulla vista dall'empire state building.







Di meglio penso ci sia solo la vista dall'elicottero ................ma quella è in programma per domani.

HILTON New York

Superato agevolmente la dogana, ci attende un minibus.
Uno di quelli che vedi sempre nei film. Uno scool bus , ma questa volta bianco latte.

Dall'aeroporto JFK alla città ci separano una ventina di chilometri .
Circa mezzora di strada che ci danno l'opportunita di assaporare il clima newyorchese.
Si capisce subito che non ci troviamo in europa.
Lungo l'autostrada si affacciano carinissime abitazioni in legno e le auto piu' piccole sono lunghe almeno 5 metri.
Ma d'altronde perché mai un americano dovrebbe spendere 10 mila euro per una utilitaria quando una berlina con enorme cofano costa meno di una nostra 600?

Sul minibus siamo in compagnia di una decina di coppie ed alcune famigliole.
Sono quasi tutti novelli sposi in viaggio di nozze. Noi no :)
e siamo gli unici a scendere all'HILTON NEW YORK .
Non male come sistemazione
Sulla sesta strada. a meno di 100 metri dal central park
La hall è notevole e ti da l'idea di aver speso bene i tuoi soldi.

Per fortuna la ragazza all bancone d'ingresso è magnanima e capisce subito che non capiamo quasi nulla in inglese.
Ci capiamo subito ed andiamo a buttarci sul letto.
Non ne possiamo piu'. siamo svegli dall'alba e malgrado qui' siano solo le 8 di sera per noi è veramente notte fonda.
Mettersi a letto così presto non è stata una bella idea.
Alle 4 del mattino, ora locale siamo svegli e non c'è verso di riprendere sonno .
Tanto vale alzarsi ed attendere l'alba tra i grattaceli di Manhattan.

sabato 2 agosto 2008

LUNGO , LUNGHISSIMO VOLO

Primo giorno nella grande mela.
In realtà sarebbe meglio scrivere : giornata intera chiusi nella carlinga dell'aereo, inpegnati a percorrere gli oltre 4000 Km che ci separano dal nuovo continente.
Volo ALITALIA, non senza una certa apprensione.
Non per la diffusa paura del volo , ma preoccupati per la famosa tendenza della nostra compagnia di bandiera a cancellare all'improvviso i voli programmati, causa ennesimo sciopero dei propri dipendenti.
Mentre prenotavamo il biglietto, piu' volte ci ha travolto la paranoia sulla possibilità che l'azienda potesse fallire a pochi giorni dalla partenza.
Invece quasi tutto OK.
Sull'aereomobile, causa della nostra imperizia ci siamo dovuti accontentare dei posti liberi rimasti.
E quì è avvenuto il miracolo.
Ci hanno dato due posti , lato corridoio .
NON PRENDETE MAI I POSTI LATO FINESTRINO.
C'è sempre una costa sfrenata nel tentativo di accaparrarsi l'oblò .
Ed invece , passare 9 ore schiacciati, in economy tra la carlinga dell'aereo ed un ciccione sudato è probabilmente la cosa terrena che piu' si avvicina al concetto dantesco di INFERNO.
Invece. Il lato corridoio regala:
Spazio extra per gambe e spalle .
Estrema libertà di movimento. E non avete idea di quanto sia fondamentale poter passeggiare , di tanto in tanto. onde evitare imbarazzanti esplosioni di capillari, pronti a rovinare qualsiasi viaggio.
In piu' dal finestrino potreste ammirare solo nuvole o una distesa infinita di blu' .
Neppure i pochi minuti di panorama , all'arrivo all'aereoporto valgono la candela.
Perchè Statene certi .Al momento fatidico sarete al 100% nel lato sbagliato dell'aereo e potrete ammirare solo la non certo esaltante sagoma delle isole costiere attorno a LONG BEACH.
Potendo , però. evitate come la peste i posti vicino le toilette.
Il perchè ........ non devo neppure spiegarlo.
Non avete idea dei cagoni che si materializzano dopo poche ore di volo.

DORMITE . DORMITE . DORMITE.
il volo è di per se una perdita di tempo
Arrivando a New York dovrete spostare indietro le lancette del vostro orologio di 6 ore.
Se non vi siete fatti una bella dormita pomeridiana in volo, rischiate di crollare miseramente alle 18 ora locale e briciarvi la giornata .

Arrivo alle 17:25 ora locale.
Sorpresa. niente fila ai bagagli , niente fila alla dogana.
In 20 minuti siamo fuori dall'aeroporto.
Prima idea di dove siamo , un'immensa limusine .
Siamo a New York. è ufficiale.

giovedì 31 luglio 2008

Si parte per gli USA

Finalmente in ferie.
Apro questo blog di viaggio con un po d'ansia e tante aspettative da soddisfare.
Domani , sveglia presto e partenza verso gli stati uniti.
Il primo viaggio intercontinentale .
La prima volta nel nuovo continente.
Un sogno che diventa realtà.
18 giorni . 7 a NEW YORK , 5 a MIAMI ed i restanti a zonzo per la Florida a bordo di una fiammante FORD MUSTANG CONVERTIBLE.

Se tutto andrà per il verso giusto aggiornerò quotidianamente questo blog inserendoci impressioni , stati d'animo , molte foto e qualche consiglio di prima mano.

Per ora basta così .
Devo preparare la valigia.
Prossimo aggiornamento .......domani sera dall' HILTON di New York .